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Situato a 30 Km. a Nord del
capoluogo - Q.s.l.m. mt. 335
Sant'Angelo Muxaro è uno dei centri più importanti della
Sicilia pre e protostorica. I reperti archeologici rinvenuti
nel territorio e nelle tombe scavate nei fianchi S-E del colle
su cui sorge il centro abitato stabiliscono che questo luogo
ospitò nell'età del ferro e del bronzo un'importante e florido
centro. Di sicuro giocò un ruolo fondamentale la posizione
geografica del sito su cui sorge il paese che assieme al Monte
Castello e al Pizzo dell'Aquila, costituirono nell'antichità
l'egemonia del centro sicano nel bel mezzo della media valle
del Platani, controllando la via di accesso dal mare verso
l'interno. Attendibili studi identificano questo sito con la
"Rocca di Kamicos", inespugnabile città progettata secondo il
mito raccontato da Erodoto da Dedalo per il re Sicano Cocalos.
Il vasellame venuto alla luce durante ritrovamenti occasionali
e campagne di scavi è diverso in tutto da quello della Sicilia
Orientale per via dei motivi geometrici e cerchi concentrici.
Gli archeologi parlano di una "cultura di Sant'Angelo Muxaro".
Durante la dominazione Araba, IX secolo, si hanno notizie del
castello di Mu'ASSAR (o di Masciaria). Situato sul monte
Castello ove tutt'oggi sono presenti i ruderi di un castello
medioevale. Nel 1087 fu espugnato dal conte Ruggero, e così il
castello con l'annesso casale divenne proprietà della famiglia
Chiaramonte fino al XIV secolo. Successivamente appartenne ai
Moncada (1392) e poi ai De Marinis per finire in ultimo agli
Aragona-Pignatelli. Dal 1479 non si hanno più notizie certe.
Per tutto il Medio Evo i cartografi segnano nelle loro mappe
della Sicilia il centro di Mussaro, nome storpiato o
volgarizzato dell'arabo Mu'ASSAR. Il paese "moderno" fu
fondato nel 1506 dagli Aragona-Pignatelli sulla collina posta
di rimpetto al monte Castello, abbandonato per le continue
frane. Sant'Angelo Muxaro è l'unico centro dell'agrigentino ad
avere avuto legami con i Greco- Albanesi. Qui difatti, vennero
a stabilirsi attorno al 1506 una colonia di Albanesi emigrati
in queste terre a seguito dell'invasione turca sul finire del
XV secolo.
Sui fianchi Sud-Est del colle su cui sorge l'abitato moderno
del paese sono scavate le più belle tombe a "Tholos" della
Sicilia. Seguendo un sentiero scavato nella roccia, e reso
percorribile da una corda passamano, partendo dall'alto si
arriva dopo pochi metri alla tomba detta di Sant'Angelo o del
"Principe". Essa si costituisce di due ambienti-camere
circolari, di cui la prima con la volta a cupola è alta metri
3,5 e 9 metri di diametro. La seconda camera è quella
sepolcrale con letto funebre in pietra che si erge dal
pavimento. Si tratta della più grande tomba a Tholos della
Sicilia. Seguendo il tracciato si possono ammirare le altre
tombe, alcune delle quali sempre a due camere, altre ad una.
L'architettura funeraria ed i corredi rinvenuti in esse
riecheggiano le particolari strutture delle tombe micenee.
Per gli amanti di questo tipo di turismo si consiglia,
terminata la visita al centro storico e alla necropoli, di
portarsi ai piedi della collina nel lato sud dove è possibile
scorgere una grande apertura: la "Grutta Ciauli", dichiarata
"Riserva Naturale" dalla Regione Siciliana per gli studi
carsici ed idrogeologici, lunga circa un chilometro
costeggiando tutto il fianco sud della collina su cui sorge il
paese. Essa consiste in un percorso sotterraneo quasi lineare
di un ruscello torrentizio che dall'inghiottitoio segue sino
ad un laghetto sifonante fra massi e detriti fangosi per poi
risorgere a nord del Monte. La prima parte della grotta si
compone di due rami di circa duecento metri, ben distinti e
sovrapposti l'uno fossile superiore di orgine carsica, l'altro
attivo inferiore che rappresenta il vero e proprio
inghiottitoio, di un ruscello sotterraneo che si sviluppa
sotto il caos di una frana ed in seguito attraversa una
galleria di scorrimento larga mediamente intorno ai cinque
metri ed alta dai due metri e mezzo ad un metro
Festa dell'Addolorata
Si celebra la terza Domenica di settembre. Appuntamento con la
più sentita festa religiosa. Nel passato questa ricorrenza
segnava il passaggio dalla stagione estiva a quella invernale,
favorendo il ritorno dei contadini in paese. Il Sabato
pomeriggio riserva cerimonie religiose e processione con il
simulacro della Madonna a cui questa festa è dedicata. La
Domenica: cerimonia religiosa, sfilata della banda musicale;
processione del Santissimo Sacramento. In serata spettacoli
musicali e giochi pirotecnici. Ancora oggi a questa festa è
legata una piccola fiera dell'agricoltura e del bestiame

| Denominazione
degli abitanti: |
Santangelesi |
| Superficie |
64,55
Kmq |
| Densità |
31,1 ab/Kmq |
| Popolazione
Residente |
2.007 (M. 966
- F. 1.041) |
| Numero
Famiglie |
691 |
| Numero
Abitazioni |
1.248 |
| |
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| Codice
postale CAP |
92020 |
| Prefisso
Telefonico |
0922 |
| Codice Istat
|
084039 |
| Codice
Catastale |
I290 |
| Il Comune di
Sant'Angelo Muxaro fa parte di |
Regione
Agraria n. 3 - Colline del Platani |
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| Santo patrono
del Comune |
S. Angelo - 5
Maggio |
| Chiese e
altri edifici religiosi joppolesi |
Chiesa Madre |
| Telefono
centralino del Municipio |
0922 919628 |
| Informazioni
e guide turistiche |
Tel.
0922/919506 Fax 0922/919628 |
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Accompagnamento speleologico C.A.I. |
Contatto:
Giovanni Buscaglia, 0922/919068 |
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